Occhi e braccia intelligenti: dalla logistica alla lettura dei tamponi

Occhi e braccia intelligenti: dalla logistica alla lettura dei tamponi

Nella lotta al Coronavirus sono di grande aiuto i software e i sistemi di automazione e gestione robotica utilizzati in campo diagnostico. Ne è un esempio quello messo a punto dal team di Robosense, startup insediata a Pergine (TN), nel BIC di Trentino Sviluppo.

 

La tecnologia è stata sviluppata per l’azienda medicale AB Analitica di Padova, che in questo periodo di emergenza è in prima linea nella fornitura di reagenti e strumentazione diagnostica per i laboratori impegnati nella ricerca del virus. Robosense, attiva nel settore della robotica e computer vision, negli anni si è specializzata nel “dare occhi” ai sistemi informatici per la logistica, fornendo tecnologie che favoriscono l’automazione dei grandi magazzini di logistica. Ora l’intelligenza dell’automazione è un prezioso aiuto al servizio dei sistemi sanitari. Robosense infatti si è impegnata nel rendere ancora più performanti i sistemi di software che permettono a biologi e biotecnologi di compiere con velocità e precisione le analisi sui tamponi che giungono ai diversi laboratori autorizzati allo screening.

 

AB Analitica ha messo a punto un kit denominato “Realquality RQ-2019-nCoV (CE-IVD)”, già certificato dal Ministero della Salute, che viene supportato dalla piattaforma Genequality X120 sviluppata in collaborazione con Robosense. Il sistema permette di analizzare in circa 3 ore fino a 100 campioni per verificare l’eventuale presenza di infezione da Covid-19. In una giornata lavorativa è in grado di analizzare fino a 400 campioni. Dall’insorgere dell’emergenza il Genequality X120, è stato installato in diversi laboratori in tutta Italia contribuendo ad alleggerire la pressione e il carico di lavoro del personale di laboratorio impiegato nello screening del nuovo Coronavirus. Il software di automazione di Robosense consente la lettura di etichette “barcodate” garantendo la tracciabilità di campioni e reagenti e dialoga con un robot (liquid handler) che controlla la dispensazione di campioni, reagenti e/o acidi nucleici in volumi desiderati. 

 

La startup, nata nel 2012 presso l’Università di Trento e cresciuta anche grazie a bandi europei e provinciali dall’anno scorso è entrata nel Business Innovation Centre di Pergine. Il team di Robosense è composto da cinque ingegneri meccatronici (età media 35 anni), tra cui Luca Maule che sta portando avanti un progetto in ambito sanitario e un docente universitario, il prof. Mariolino De Cecco, del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento. Mattia Tavernini, di Civezzano, è l’amministratore delegato: «Il nostro lavoro con AB Analitica – spiega Tavernini – è stato mettere le nostre competenze nel campo della robotica nella progettazione e sviluppo di strumentazione di alto livello per l’automazione di protocolli molecolari. In quest’ultimo mese abbiamo lavorato a velocità doppia, per sopperire all’urgenza di rendere l’analisi dei tamponi sempre più rapida ed automatizzata».

 

 

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