CAMPEDELLI: “A INNOVABIOMED E’ STATO PRESENTATO UN ORIZZONTE DI OBIETTIVI MOLTO ALTI”

CAMPEDELLI: “A INNOVABIOMED E’ STATO PRESENTATO UN ORIZZONTE DI OBIETTIVI MOLTO ALTI”

Intervista e Enrico Campedelli, Consigliere Regionale Emilia-Romagna

Quali sono le sue impressioni su Innovabiomed?
Sono impressioni molto positive. La manifestazione ha fornito un’occasione importante per socializzare e condividere esperienze di innovazione in ambito scientifico e biomedicale. Mi ha molto colpito il convegno di apertura nel quale si è svolta un’analisi della situazione sanitaria italiana e delle risorse investite. È emerso quanto le prospettive di vita si allunghino in relazione a ricerca, innovazione e tecnologia, ed è stata presentata l’esperienza medico/scientifica di Houston su temi oncologici e le ricerche ed i progetti dell’Ente Spaziale Europeo. Il convegno ha offerto un orizzonte di obiettivi molto alti nel settore della ricerca tecnologica, sia in chiave medica che di sviluppo sociale e di vita del genere umano. Se da un lato è vero che la tecnologia non può tutto e non sostituisce l’abilità dell’uomo, dall’altro si evidenzia come la tecnologia possa portarci verso orizzonti inimmaginabili. Esprimo inoltre soddisfazione perché a presentare questi progetti sono stati professionisti italiani che, pur essendo impegnati all’estero, per le loro competenze rappresentano un patrimonio di conoscenze e di saperi del nostro paese.

Da cosa è rimasto colpito in maniera particolare?
Mi ha colpito la visione molto ampia della manifestazione non riconducibile esclusivamente al mondo dell’impresa biomedicale. Erano ovviamente presenti tanti espositori che illustravano negli stand i loro prodotti, poiché la manifestazione è centrata su questo e punta a fornire una vetrina alle imprese del biomedicale italiano. Ma le iniziative correlate hanno cercato di spingersi oltre, affrontando temi di grande interesse, partendo dalla sostenibilità del sistema sanitario nazionale in relazione agli investimenti in nuove tecnologie, impatti economici e accesso alle terapie. Mi spiego meglio. Troppe volte si parla solo di impatto economico di una nuova tecnologia sul sistema sanitario, non valutando compiutamente l’ampio contesto della valutazione di impatto delle tecnologie sanitarie, ovvero senza misurarle attraverso una valutazione della coerenza tra costo incrementale e beneficio incrementale per paziente o di impatto complessivo della spesa sulla popolazione complessiva. Questa valutazione costo/efficacia, supportata naturalmente da importanti evidenze cliniche, serve a valutare se la nuova tecnologia produce un beneficio incrementale, rispetto ad altre soluzioni per lo stesso problema di salute, tale da giustificare il costo incrementale per paziente.

Innovazione ed Emilia-Romagna. Cosa avete previsto in Regione per il 2018?
Sarebbe lunga la risposta a questa domanda. La Regione Emilia-Romagna ha previsto infatti numerosi interventi a tutto campo, e quindi anche sul versante delle imprese e sul tema socio-sanitario. Mi preme sottolineare che si è lavorato per continuare a dotare la Regione di strumenti che ci permettano di competere con i territori più avanzati d’Europa e del mondo, in modo che attraverso le proprie eccellenze questa terra possa crescere ed attrarre nuovi investimenti. Il Patto per il lavoro costruito all’inizio del 2015 insieme a tutte le componenti della società regionale mette in gioco 15 miliardi di euro nell’arco della legislatura su sviluppo ed occupazione, con l’obiettivo di perseguire una consolidata e rinnovata coesione sociale, che rappresenta un valore fondamentale per avviare una nuova fase di sviluppo che confermi il ruolo di locomotiva della nostra Regione per tutto il sistema Paese nel contesto europeo. Il Patto nasce su alcune linee guida che si fondano sull’aumento della capacità di creare valore aggiunto, agendo sullo sviluppo e sulla diffusione delle conoscenze e delle competenze e, quindi, su un’ampia capacità di innovazione nella produzione e nei servizi alle imprese, alla persona ed alla comunità; sulla capacità di stimolare investimenti che, migliorando la qualità della vita collettiva, generino nuove occasioni di occupazione; sull’azione di riordino istituzionale, efficientamento organizzativo e semplificazione normativa avviata dalla Regione, ma estesa all’intero assetto istituzionale presente nell’ambito regionale; sull’avvio e consolidamento di un metodo di definizione e attuazione delle politiche pubbliche centrate sulla condivisione delle scelte strategiche; sull’integrazione dei fondi regionali, nazionali ed europei e su un sistema di welfare che agisca come leva per creare buona e nuova occupazione, ridurre le disuguaglianze e migliorare la coesione sociale. Ed i risultati ad oggi sono già visibili, infatti l’Emilia Romagna è la prima regione italiana per Prodotto interno lordo e la disoccupazione è scesa dal 9% al momento massimo della crisi al 5,8% di oggi.

La prossima edizione di Innovabiomed è prevista nel 2020 ma in questi due anni ci sarà il tempo per organizzare e consolidare attività targate “Innovabiomed” a livello nazionale ed internazionale. Tutto questo per la Regione Emilia-Romagna cosa significa?
Per l’Emilia Romagna potrebbe essere un passaggio importante, e per me che provengo dalla provincia di Modena, mi si permetta un po’ di sano campanilismo, ancora di più, visto che Mirandola e la Bassa modenese rappresentano uno dei più importanti distretti del biomedicale italiano. Un distretto che ha retto al terremoto del 2012 e che nell’ultimo lustro è cresciuto grazie in primo luogo alla forza di imprenditori e lavoratori del distretto che si sono da subito rimboccati le maniche, e poi agli interventi puntuali nella ricostruzione delle imprese e agli investimenti sul territorio anche attraverso la realizzazione del Tecnopolo di Mirandola, che opera in connessione con la sanità provinciale e regionale ed è un nodo di collegamento con network nazionali ed internazionali. Credo che continuare a portare nelle iniziative di Innovabiomed le esperienze dei nostri distretti, ed in particolare del distretto di Mirandola, che ha saperi, energie e persone straordinarie – penso ad esempio al principale ‘fondatore’ di questo distretto che ci ha lasciato poco tempo fa, Mario Veronesi – possa far crescere ulteriormente l’interesse della manifestazione e le sinergie e lo scambio di opinioni tra i vari operatori del settore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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